Il primo vantaggio evidente è la rapidità di costruzione del modello. Analisi che con un codice FEA classico richiederebbero ore di modellazione possono essere completate in minuti o secondi.
Ma non è solo una questione di tempo risparmiato nella fase di modellazione FEM. La tecnologia meshless di SimSolid offre anche ulteriori benefici:
- Analisi diretta su CAD: nessuna semplificazione, nessuna idealizzazione, nessun defeaturing.
- Assemblaggi complessi: centinaia di parti, saldature e bullonature gestite automaticamente.
- Connessioni intelligenti: riconoscimento automatico di contatti e giunzioni.
- Accuratezza validata: studi NAFEMS e test indipendenti mostrano scarti di pochi punti percentuali rispetto a solutori FEA tradizionali.
- Iterazioni rapide: possibilità di esplorare più alternative progettuali nello stesso tempo di una singola analisi convenzionale.
A titolo di esempio di seguito è illustrato il modello di un piccolo assieme costituito da delle travi realizzate con lamiere piegate, collegate tra di loro mediante bulloni. Il modello è stato analizzato sia con il modellatore FEM Simcenter Femap con il solutore Simcenter Nastran, che con Altair SimSolid.
Dato che la geometria si presta a vari approcci di modellazione, l’analisi FEM “tradizionale” è stata realizzata con 3 differenti mesh:
- Elementi Tetra10, mesh creata in automatico imponendo 2 elementi attraverso lo spessore delle lamiere. Il modello è stato realizzato con 124k nodi e 243k elementi.
- Elementi Hexa8, partizionando i corpi in geometrie semplici e utilizzando l’Hexa-Mesher di Femap. Anche in questo caso sono stati modellati 2 elementi attraverso lo spessore. Il modello è stato realizzato con 34k nodi e 54k elementi.
- Elementi Quad4, estraendo il piano medio delle lamiere mediante il comando Midsurface di Femap. Il modello è stato realizzato con 16k nodi e 17k elementi
In tutti e tre i casi precedenti le viti precaricate sono state schematizzate come elementi Beam collegate al resto del modello con elementi RBE2. La preparazione della geometria per collegare le viti e la loro modellazione ha rappresentato in tutti e tre i casi una delle fasi che ha richiesto più tempo.
Applicando ai vari modelli le medesime condizioni al contorno (vincolo, carico, precarico delle viti), si ottengono i seguenti risultati, in termini di deformazione massima della struttura.
| Indicatore |
Unità |
SimSolid |
Femap Tetra10 |
Variazione |
Femap Hexa |
Variazione |
Femap Shell |
Variazione |
| Tempo di passaggio dal CAD al Modello (approx.) |
min |
4.0 |
20 |
400.0% |
35 |
775% |
25 |
525.0% |
| Tempo di analisi |
min |
0.2 |
19 |
11183.2% |
3 |
1770% |
1 |
570.0% |
| Tempo complessivo |
min |
4.2 |
39 |
831.3% |
38 |
815% |
26 |
526.8% |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| Deformazione massima |
mm |
1.438 |
1.448 |
0.7% |
1.434 |
0.0 |
1.388 |
-3.5% |
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Come si può vedere, i risultati di SimSolid sono in linea con quelli dei due modelli realizzati con elementi solidi, mentre il modello realizzato con elementi shell appare leggermente più rigido. Questo può spiegarsi col fatto che l’elemento Shell di Nastran non è in grado intrinsecamente di considerare stati di deformazione e tensione che variano attraverso lo spessore. Nella zona delle viti il precarico introduce uno stato di sollecitazione che tende a “schiacciare” localmente la lamiera e questo effetto non può essere catturato dalle Shell, portando quindi a un risultato leggermente approssimato.
Si può quindi affermare che il metodo meshless induca un workflow di analisi decisamente più veloce, ma queste semplificazioni non incidono sull’accuratezza dei risultati.
A questo proposito in rete si trovano numerosi confronti tra i risultati prodotti dal solutore meshless di SimSolid con solutori tradizionali. Tra questi possiamo citare sia documenti più accademici, come i modelli di validazione messi a punto da NAFEMS , che benchmark più commerciali come quello del confronto tra SimSolid e SolidWorks Simulation .