Storicamente esistono vari metodi di valutazione delle prestazioni di una barca, da quelli analitici a quelli empirici come l’utilizzo di analogie e confronto con imbarcazioni del medesimo tipo piuttosto che metodi semi-empirici come quello di Savitsky.
In ogni caso, lo strumento cardine per le valutazioni delle prestazioni di uno scafo è sicuramente la prova in vasca che viene effettuata ormai da quasi un centinaio di anni. Nel corso del tempo queste prove sono state codificate un una serie di procedure standard validate e testate.
Ad esempio, l’International Towing Tank Conference (ITTC) propone una serie di guide line per ottenere dei risultati conformi e ripetibili all’interno delle prove in vasca.
Durante questo tipo di prove, il modello, realizzato con elevata accuratezza geometrica, viene trainato lungo una vasca d’acqua da un carro ponte a velocità prefissata, così da riprodurre il moto della nave reale. Durante la prova si misurano grandezze come la resistenza all’avanzamento, l’assetto, il trim e, in presenza di onde, i movimenti indotti dal moto ondoso.
Spesso quando si parla di prove in vasca si tende a trascurare un sottinteso che ha però delle importanti implicazioni nell’analisi dei risultati: il fatto che la prova venga effettuata su un modello dello scafo di dimensioni opportune per poter entrare nella vasca (scala modello), e non su una versione reale dell’intero scafo (scala reale).
Utilizzare un modello in scala, se da una parte offre vantaggi in quanto non richiede la realizzazione dell’intera imbarcazione per fare la prova, dall’altra introduce delle approssimazioni dovute alla necessità di “trasferire” le informazioni tra le due scale.
Questo trasferimento viene effettuato con una serie di tecniche numeriche basate principalmente sull’analogia di Froude, in cui una serie di equazioni, di coefficienti e di ipotesi permettono di ricavare le prestazioni dell’imbarcazione reale partendo da quelle in scala modello.
In pratica:
- per la realizzazione della prova occorre trasferire la velocità da testare alla scala del modello (ovvero, il modello viene testato ad una velocità differente rispetto quella a cui si muoverà in mare l’imbarcazione reale);
- una volta terminata la prova, le curve di resistenza e di sinkage misurate in vasca vengono trasferiti alla scala reale della nave.
Benché questa procedura sia dettagliatamente definita dalla ITTC, rimane sempre un margine di approssimazione, e necessita di esperienza per interpretare i risultati del modello al fine di trasferire le misure rilevate in vasca alla scala reale. Ciò si traduce in un inevitabile margine di incertezza e di errore sulle effettive prestazioni dell’imbarcazione.