In figura vediamo l’esempio che ho preparato per spiegare questo trucco: si tratta di un piccolo assieme costituito da 3 parti.
Assieme di esempio formato da tre parti
Ho applicato carichi e vincoli al modello, ho controllato che materiali e proprietà siano a posto, ho verificato che la mesh non presenta elementi singolari, ma l’analisi statica lineare non vuole proprio saperne di girare.
NX Nastran dice che il modello produce un sistema singolare (ovvero labile) e termina il job con un fatal message.
^^^USER FATAL MESSAGE 9137 (SEKRRS)
^^^RUN TERMINATED DUE TO EXCESSIVE PIVOT RATIOS IN MATRIX KLL.
^^^ USER ACTION: CONSTRAIN MECHANISMS WITH SPCI OR SUPORTI ENTRIES OR SPECIFY PARAM,BAILOUT,-1 TO
^^^ CONTINUE THE RUN WITH MECHANISMS.
NX Nastran User Fatal Message Error 9137
In altre parole, NX Nastran ci dice soltanto che il sistema è labile e ci suggerisce due possibili azioni 1) vincolare il modello oppure 2) proseguire l’analisi attivando il PARAM,BAILOUT,-1 (cosa che non consiglio).
Ma in definitiva dove è il problema? Dove si trova la labilità nel modello?
Per scoprirlo può essere sufficiente impostare un’analisi modale, impostando il sistema di vincolo dell’analisi statica. Nei settaggi della simulazione andiamo a chiedere un numero di autovettori pari a 20 e lanciamo l’analisi.
Impostazione dell’analisi modale – estrazione di 20 modi propri
Una volta importati i risultati, vediamo che ci sono diversi modi con frequenza pari a 0 Hz, o comunque numericamente pari a zero: questi sono i moti rigidi dei componenti.
Elenco dei 20 modi estratti: primi 12 modi a frequenza 0.0Hz (rigidi) e 8 modi flessibili
Visualizzando la deformata, e animandola, possiamo renderci subito conto di dove si trovi la labilità del sistema.
Primo modo rigido del perno
In questo esempio, mi ero semplicemente dimenticato di definire i collegamenti tra le parti. Per questo motivo ho trovato 12 forme di roto-traslazione rigida: 6 modi per ogni parte scollegata.
Adesso che sappiamo DOVE è il problema, siamo in grado di correggere il modello e lanciare l’analisi statica. Aggiungo un incollaggio automatico e lancio nuovamente l’analisi… adesso l’assieme è tutto collegato!
Una volta che l’assieme è correttamente collegato è possibile eseguire l’analisi statica e determinare la deformazione e lo stress di von Mises
Riassumendo: dato che si può utilizzare l’analisi modale per determinare i modi di corpo rigido, la utilizziamo su un modello strutturale per scoprire se ci sono, e dove sono, eventuali labilità. È un trucco che spesso ci aiuta ad evitare di fare la caccia alle streghe durante il debug del modello.
Se poi, come talvolta capita, non riesce a girare anche l’analisi modale allora vuol dire che il problema è di altra natura come la definizione di proprietà del materiale non fisiche, oppure una pessima mesh con elementi fortemente distorti.