Per caratterizzare il mezzo poroso ci servono una serie di punti operativi che leghino la velocità dell’aria alla caduta di pressione attraverso il radiatore, che possono arrivare da due fonti.
Se siamo fortunati, abbiamo ricevuto dal cliente i dati sperimentali da banco prova fisico (forniti dal produttore del radiatore o misurati in galleria del vento); ma diciamoci la verità, quand’è che un analista è fortunato?
Molto più spesso, dunque, è necessario caratterizzare in via virtuale con simulazioni di dettaglio il nostro radiatore; esattamente quelli estratti nell’Articolo 1 tramite la spazzata con Design Manager.
In realtà c’è una buona notizia: non è necessario effettuare delle simulazioni di dettaglio di tutto il radiatore, ma basta una simulazioni di dettaglio solo di una porzione rappresentativa, detta RVE (Representative Volume Element). Adesso vedremo proprio questo approccio.

Andiamo dunque ad effettuare una classica analisi fluidodinamica per la caduta di pressione in questa sezione, a varie velocità di flusso.

Riorganizziamo quindi i nostri dati dividendo ogni valore di ΔP per lo spessore L, alienandoci alla legge di Darcy-Forchheimer.

A questo punto si esegue una regressione polinomiale di 2° grado senza termine noto (intercetta passante rigorosamente per l’origine, poiché a velocità zero la perdita di carico deve essere zero!) estraendo i coefficienti A e B della parabola (io uso numpy).
Dalla teoria di Darcy-Forchheimer ricaviamo direttamente:
- Coefficiente Viscoso (Pi): corrisponde al coefficiente lineare A.
- Coefficiente Inerziale (Pq): corrisponde al coefficiente quadratico B.

Un radiatore reale non fa passare l’aria in tutte le direzioni allo stesso modo. I canali guida impongono al flusso una direzione ben precisa (direzione principale).
Cosa succede se l’aria prova ad attraversare il radiatore trasversalmente o dall’alto verso il basso? Incontra una parete solida e si blocca!
Per riprodurre questo comportamento fisico nel nostro blocco poroso semplificato, dobbiamo impostare un comportamento anisotropo:
- Direzione principale (Streamwise): Applichiamo i coefficienti Pi e Pq appena calcolati.
- Direzioni trasversali (Crosswise / Normal): Impostiamo coefficienti di resistenza di 2 o 3 ordini di grandezza superiori (io moltiplico per 1000).
In questo modo, costringiamo la CFD a trattare il blocco poroso come un vero e proprio “pettine” che raddrizza il flusso e impedisce deviazioni parassite non fisiche all’interno del pacco radiante.