Esistono tecnologie consolidate come la Resin Transfer Molding (RTM), che permette la realizzazione dei componenti in plastica rinforzati da fibre. Da una parte questa tecnologia permette la produzione in serie, dall’altra non permette di controllare completamente la distribuzione delle fibre del composito all’interno del manufatto, limitandone l’utilizzo a componenti estetici o che comunque non richiedono elevate caratteristiche meccaniche.
L’ideale sarebbe riuscire a realizzare un processo produttivo che unisca la rapidità e ripetitività dello stampaggio lamiera, con la capacità di sfruttare la direzionalità delle fibre tipica della tecnologia del pre-preg. Sempre secondo Infosys tecniche come l’High Speed Compression Molding e il Compression Molding dei pre-preimpregnati giocheranno un ruolo importante per “sdoganare” la fibra di carbonio nella struttura di un’autovettura di serie.
Per questo motivo in tutto il mondo vengono intraprese iniziative tese a studiare metodi di produzione in serie che riescano a coniugare le prestazioni meccaniche con il costo del manufatto.
Negli Stati Uniti, ad esempio, l’Institute for Advanced Composites Manufacturing Innovation (IACMI) ha annunciato un progetto teso alla riduzione del costo delle parti strutturali automobilistiche realizzate in fibra di carbonio, fino al 15% per i componenti oggetto di studio. Questo progetto cercherà anche di ridurre i costi e i tempi di produzione, due fattori che al momento limitano l’utilizzo della fibra di carbonio per le parti strutturali di un autovettura. Il progetto di IACMI verrà svolto utilizzando un approccio basato “sull’ecosistema della supply-chain”. Integrando la selezione dei materiali, i metodi di stampaggio, il calcolo delle prestazioni e lo smaltimento degli scarti di produzione, attraverso un dimostratore per la realizzazione di un pannello piano. Ci si aspetta che, al termine del progetto, il know-how acquisito aiuti le aziende manifatturiere a ottimizzare i processi ad alta velocità, così come ad aumentare la riciclabilità delle parti automobilistiche.
Per approfondimenti: http://iacmi.org/