Questo può manifestarsi, ad esempio, quando gli stress nei materiali duttili raggiungono e superano la tensione di snervamento e nascono plasticizzazioni, oppure quando il materiale presenta intrinsecamente un comportamento non lineare tra carico applicato e deformazione, come nel caso delle plastiche o delle gomme.
Il secondo capo saldo della teoria dell’elasticità lineare è quello di assumere la proporzionalità diretta tra le deformazioni di un corpo e i carichi applicati. Ciò si traduce nella famosa legge di Hooke che si esprime matematicamente il legame tra la forza applicata e l’allungamento. A parità di forma del componente, l’allungamento dipende dalle caratteristiche del materiale, in particolare dal modulo di elasticità.
Vari modelli di materiale non lineare a confrontoNel grafico precedente sono rappresentati 4 diversi tipi di materiali.
- Viola: un materiale fragile (come la ghisa o il vetro), che presenta una pendenza costante fino al raggiungimento della rottura.
- Verde: l’andamento tipico di un materiale duttile (come un acciaio dolce) il quale, una volta superato la lo snervamento, manifesta una deviazione rispetto alla linearità.
- Rossa: mostra qualitativamente l’andamento di un materiale plastico.
- Azzurra: il comportamento di una gomma. In questo caso l’ipotesi di linearità copre soltanto un tratto molto limitato della curva.






