Per spiegare l’idealizzazione del modello, utilizziamo un esempio pratico molto diffuso: i particolari realizzati mediante lamiere piegate e saldate. Per rappresentare correttamente questi componenti esistono degli elementi finiti specializzati che prendono il nome di “shell”, in grado simulare il comportamento delle piastre con pochi elementi. Un buon strumento di modellazione FEM permette l’estrazione del piano medio dei solidi in piccolo spessore, per aiutare la modellazione con elementi shell. La maggior parte dei software FEM integrati invece offrono soltanto la possibilità di riempire i volumi con elementi solidi, generando pertanto modelli molto pesanti da far girare e dai risultati discutibili.
Modellazione a Shell di un corpo di piccolo spessore
Nell’immagine è rappresentata una staffa metallica alleggerita. La migliore rappresentazione agli elementi finiti è attraverso elementi di tipo shell che, in questo contesto, forniscono un livello di accuratezza superiore rispetto ai solidi.
Pertanto, il mio consiglio è quello di utilizzare un applicativo esterno al CAD, che sia in grado di leggere la geometria creata con il tuo CAD, ma che offra anche tutti gli strumenti necessari per creare un modello FEM di qualità utilizzando il livello di semplificazione e di idealizzazione necessario per l’analisi del tuo prodotto.
Questo articolo è un breve estratto del mio eBook “I 3 Step dell’analisi FEM“, un libro di 52 pagine nel quale troverai consigli e spunti interessanti che miglioreranno le tue analisi ad elementi finiti.
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