Una delle sfide offerte dai sistemi HPC è legata al post-processing dei risultati delle analisi. Modelli sempre più grandi e dettagliati generano database di risultati che possono crescere rapidamente, e che possono essere complicati da gestire con le architetture tradizionali.

Vediamo quali sono gli approcci più diffusi.

Trasferimento in locale dei risultati

Il primo approccio è quello di trasferire in locale i dati dal sistema HPC alla workstation su cui eseguire il post-processing. Questo è efficiente quando l’HPC e la macchina dell’utente sono nella medesima LAN o comunque connessi a banda larga, oppure quando i file sono di piccola dimensione. Se però i due computer sono in siti distanti e collegati attraverso internet, oppure devo trasferire GB di dati, i colli di bottiglia della rete possono rendere questo processo estremamente lento.

Visualizzazione tramite desktop remoto

L’altro approccio che si utilizza è quello dei sistemi di visualizzazione remota tradizionale come il “Desktop Remoto”, il caro vecchio “VNC” e similari. In questa maniera i dati vengono post-processati direttamente su un nodo del sistema HPC dotato di scheda grafica 3D e licenza del software di visualizzazione. Benché questo sistema funzioni, si manifestano ritardi e latenze tra il momento in cui l’operatore esegue un comando 3D (pan, zoom, rotate) e la visualizzazione a schermo. Infatti dal momento in cui l’operatore esegue il comando, questo deve raggiungere il server che lo esegue, dopo di che il sistema di visualizzazione remota trasferisce pacchetti di grafica 2D attraverso la rete. Anche utilizzando tecniche di compressione delle immagini, anche in questo caso la rete rappresenta un collo di bottiglia. Inoltre questo approccio richiede praticamente un rapporto 1:1 tra gli utilizzatori remoti e i nodi dotati di scheda grafica, determinando un innalzamento del costo del sistema HPC.

Da una parte l’accesso a sistemi HPC e la disponibilità di strumenti di analisi on-demand mediante cloud rendono accessibile una potenza di calcolo impensabile fino a pochi anni fa. Dall’altra le architetture IT tradizionali non sono pensate per gestire la mole di dati che vengono generati dalle attuali simulazioni CAE. Pertanto occorre un nuovo approccio al post-processing dei risultati.

Streaming remoto dei dati 3D

Tutte le inefficienze delle architetture tradizionali possono essere rimosse utilizzando la piattaforma Ceetron Private Cloud sul sistema HPC. Grazie alla sua innovativa tecnologia di streaming 3D, quando l’operatore carica un modello, il server trasferisce piccoli pacchetti di informazioni 3D costituiti dai poligoni della mesh, le texture delle mappe di risultati, compattando le informazioni che transitano nella rete. Questi dati vengono poi renderizzati in 3D sulla macchina dell’utente, sia essa una workstation o uno smartphone, utilizzando un semplice browser web. Per questo motivo, non è necessario che il server che gestisce Ceetron Private Cloud possieda una scheda grafica 3D. Questo garantisce maggiore efficienza nel post-processing dei dati e minori costi di hardware e di licenza.

Ceetron Private Cloud all’International CAE Conference

SmartCAE e Ceetron saranno presenti alla prossima International CAE Conference 2019 che si terrà a Vicenza il 28 e 29 Ottobre. Al nostro stand mostreremo in azione il funzionamento di Ceetron Private Cloud, insieme alle altre soluzioni Ceetron per la visualizzazione e condivisione dei modelli CAE.

Se desideri ricevere il pass gratuito per l’International CAE Conference 2019 e organizzare una dimostrazione personalizzata direttamente con gli sviluppatori, puoi compilare il modulo che si trova in questa pagina:

https://www.smartcae.com/cae-conference-2019

Ci vediamo a Vicenza!

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